Live dalla Parrocchia

Le prime tracce della chiesa parrocchiale di S. Nicola di Bari risalgono al 1113, anno in cui fu nominata nella bolla del vescovo Sennete, ma a quel tempo apparteneva a Tuoro come secondo edificio religioso.

Il luogo di culto originario del villaggio era invece la cappella di Santa Barbara al Monte posta nella parte più alta della località, lungo la strada che portava a Casertavecchia, la cui ubicazione è oggi identificabile solo attraverso lievi tracce rimaste della costruzione.

Nel 1614 con la crescita demografica, lo sviluppo delle borgate pedemontane e la formazione della nuova viabilità orizzontale, diversa da quella medievale con direzione verticale, si preferì abbandonare la chiesa antica e a suo posto scegliere quella più centrale di S.Nicola di Bari, anche se collocata al limite Sud del villaggio.

Appena un anno dopo lo smembramento dei due casali gemelli del 1599, la chiesa di S. Nicola venne scelta come sede parrocchiale, e il primo parroco fu Michelangelo Massaro. L'edificio venne radicalmente rinnovato: ad aula unica, con quattro cappelle laterali e caratteristico tiburio sull'area presbiteriale, aveva il massiccio campanile sulla porta centrale. In seguito all'aumento della popolazione, nell'età borbonica, vennero abbattute le cappelle laterali e, sul lato destro, fu innalzata una nuova e più grande aula ecclesiale e, sulla sinistra, la cappella e l'oratorio della congrega.

Le decorazioni di gusto tardo-barocco vennero completate al tempo del parroco Felice Giaquinto, come si evince dal suo stemma posto sull'altare maggiore. La casa canonica venne invece completata dal parroco Nicola Paradiso nel 1774. I restauri della prima metà del Novecento interessarono principalmente le coperture in legno della zona settecentesca: fu rinnovato il soffitto dove vennero collocati due nuovi grandissimi dipinti, opere dell'artista Luigi Taglialatela, uno raffigurante i Santi Nicola e Barbara, posto nell'aula maggiore, oggi perduto, e l’altro raffigurante la Visitazione di Maria ad Elisabetta, posto nell'aula della Congrega.

La copertura della zona seicentesca, perché in muratura, venne soltanto consolidata, ma gli affreschi delle due volte a vela furono coperti.

La Chiesa