Live dalla Parrocchia
CONSIGLIO PASTORALE

Membri:

Parroco - Presidente

Sac. Francesco Greco

Diacono - Vice Presidente

don Mario Piccolo

Direttore

De Siena Vincenzo

Segretario

Natale Angela

Liturgia

don Mario Piccolo

Minichini Raffaele

Chianese Rosa

Carità

Fontana Raffaele

Diana Teresa

Evangelizzazione

Natale Angela

Leo Annamaria

Pontillo Rosa

Amato Annalisa

Accollatori

Farina Paolo

Iannucci Ferdinando

Priore Arciconfraternita

Casella Pietro

(Brancaccio Benedetto-V.Pr.)

Comitato Festa

Casella Pietro(resp.le)

Apostolato della Preghiera

Iannucci Antonietta

Presidente Circ. Sportivo

Marra Giuseppe

Oratorio A.N.S.P.I

Casella Pietro (resp.le)

Sport e tempo  libero

Iannucci Ferdinando(resp.le)

Iannucci Giovanni

Marra Pasquale

Rossi Paolo

Decoro Casa di Dio

Leo Annamaria

Razzano Carmela

Venditto Rita

Corale Parrocchiale

Coccaro Anna

Sito web

Marco Del Preite

Cappella S.Giuseppe

Diacono don Mario Piccolo

(resp.le Santoro Felicia)

Cappella S.Ambrogio

Tarallo Teresa



CONSIGLIO AFFARI ECONOMICI

Membri:

Parroco - Presidente

Sac. Francesco Greco

diacono - Vice Presidente

don Mario Piccolo

Segretario

De Siena Vincenzo

Consigliere

Iannucci Ferdinando

Consigliere

 Dell’Aquila Gennaro


GRUPPO LITURGICO

Membri:

Il Parroco

sac. Francesco Greco,

Diacono don Mario Piccolo,

Minichini Raffaele,

Chianese Rosa.


Organismi di partecipazione

Il Codice di Diritto Canonico prevede che in ogni parrocchia il parroco sia coadiuvato e assistito da:

Il consigio Pastoale è l'espressione della comunità parrocchiale che vive e cammina insieme.
E' segno di comunione e collaborazione tra Sacerdoti e laici e dei laici tra di loro.
Papa Giovanni Paolo II ai esorta i laici : “Siete Chiesa! ... e lo dovete DIMOSTRARE anche con una aperta COMUNIONE e COLLABORAZIONE fra i vostri diversi carismi, le diverse forme di apostolato e di servizio, promuovendo la vostra integrazione nelle Chiese Particolari e nelle comunità parrocchiali, dove si riunisce e si raccoglie abitualmente la famiglia di Dio”.
il Consiglio Pastorale promuove, sostiene, coordina, verifica tutta l'attività pastorale della parrocchia, al fine di suscitare la partecipazione attiva delle sue varie componenti nell'unica missione della Chiesa: evangelizzare, santificare e servire l'uomo nella carità.
Ha carattere consultivo: è chiamato a porsi in ascolto del Signore che guida la sua Chiesa, a leggere i segni dei tempi alla luce della fede.
Fa costantemente riferimento ai principi Dottrinali e pastorali espressi dalla Chiesa universale e dalla Conferenza Episcopale Italiana, nell'osservanza delle norme dettate dal Diritto Canonico e delle disposizioni e indicazioni del Vescovo Diocesano.
Ha carattere rappresentativo. Esso esprime l'intera comunità parrocchiale. Ciascun membro, anche rappresentante di particolari realtà Ecclesiali, è chiamato a guardare alla vita della comunità nel suo insieme; così ogni soggetto particolare diventa un dono per l'edificazione dell'unica comunità.
E' formato da cristiani che sono chiamati a vivere l'esperienza di fede e
comunione ecclesiale nella collaborazione e nel servizio.
Assieme ai membri di diritto: Parroco, vicario parrocchiale, rappresentante dei religiosi, presidente parrocchiale di Azione Cattolica, eventuali diaconi, ne fanno parte membri eletti dalla comunità, e membri cooptati (qualora non fossero già stati eletti dalla comunità) cioè i rappresentanti dei Gruppi Parrocchiali eletti dai componenti dei gruppi stessi; per la nostra parrocchia sono:
un rappresentante del gruppo catechisti, un rappresentante del gruppo genitori del patronato, un rappresentante del Centro Parrocchiale NOI Associazione S. Michele, un rappresentante del gruppo S. Vincenzo, un rappresentante del gruppo famiglie, un rappresentante del gruppo dei servizi (pulizie chiesa e patronato), un rappresentante dei genitori della scuola materna, un rappresentante del Comitato di gestione della scuola materna, un rappresentante del Consiglio per gli Affari Economici della parrocchia.
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale dura in carica cinque anni.
Tutti i membri possono essere rieletti per un massimo di tre mandati.
Sono organi del Consiglio pastorale parrocchiale:
- l' *Assemblea del Consiglio pastorale*
- il Consiglio di presidenza
- le eventuali Commissioni.
Possono votare tutti i parrocchiani che abbiano compiuto i 16 anni di età.
Possono essere votati ed eletti tutti coloro che abbiano compiuto i 18 anni di età, purché siano di fede cattolica, vivano la vita della comunità, siano disponibili al servizio.


I compiti e le funzioni del CPAE s'inquadrano nei dettami del Diritto Canonico e si realizzano in una attiva partecipazione dei parrocchiani all'amministrazione, ai controlli ed alle iniziative che nella comunità si esprimono.Il Consiglio parrocchiale per gli Affari Economici (C.P.A.E), è l’organismo che promuove ed esprime la collaborazione responsabile dei laici con il proprio parroco alla gestione amministrativa della Parrocchia, tenendo conto delle finalità proprie dei beni ecclesiastici quali:

l’esercizio del culto,

il decoroso e conveniente sostentamento del Clero e delle persone in servizio della parrocchia,

le attività pastorali e caritative.

È distinto dal Consiglio Pastorale Parrocchiale e opera nella sfera di sua competenza in conformità alle direttive pastorali diocesane e alle norme canoniche e civili.

Scopi del CPAE:

coadiuvare il Parroco nel predisporre il bilancio preventivo della Parrocchia, elencando le voci di spesa prevedibili per i vari settori di attività e individuando i relativi mezzi di copertura;

approvare alla fine di ciascun esercizio, previo esame dei libri contabili e della relativa documentazione, il rendiconto consuntivo;

presentare tale consuntivo annuale al Consiglio Pastorale Parrocchiale e alla Comunità

verificare, per quanto attiene gli aspetti economici, l'applicazione della convenzione prevista per le Parrocchie affidate ai Religiosi;

esprimere il parere sugli atti di straordinaria amministrazione;

curare l'aggiornamento annuale dello stato patrimoniale della Parrocchia, il deposito dei relativi atti e documenti presso la Curia diocesana e l'ordinata archiviazione delle copie negli uffici parrocchiali.

Il CPAE è composto dal Parroco, che ne è il presidente, dai Vicari parrocchiali eventuali e da almeno tre fedeli nominati dal Parroco, sentito il parere del Consiglio Pastorale al fine di assicurare il collegamento e la necessaria collaborazione tra i due organismi. I consiglieri vanno scelti tra persone di riconosciuta integrità morale, partecipi alla vita ecclesiale, capaci di valutarne le scelte economiche con spirito cristiano e competenza tecnico-amministrativa. Tra i membri del Consiglio viene designato un segretario per la stesura dei verbali, la custodia dei documenti e i normali compiti di segreteria. I membri del CPAE durano in carica cinque anni ed il loro mandato può essere rinnovato.

Il Consiglio parrocchiale per gli Affari Economici si riunisce almeno ogni quadrimestre ed ogni qualvolta il parroco lo ritenga opportuno, o ne sia fatta richiesta da almeno due membri del Consiglio. Alle riunioni potranno partecipare, su invito del presidente, anche altre persone in qualità di esperti. Ogni consigliere ha facoltà di far mettere a verbale le osservazioni che ritiene opportune. Per la validità delle riunioni del Consiglio, è necessaria la presenza della maggioranza dei consiglieri. I verbali del Consiglio, redatti su apposito registro, vanno firmati dal parroco e dal segretario del Consiglio stesso e approvati nella seduta successiva. Verbali, registri, libri contabili e documenti amministrativi devono essere conservati unicamente nell’Ufficio – Archivio parrocchiale.

L’esercizio finanziario della parrocchia va dal 1° gennaio al 31 dicembre. Alla fine di ciascun esercizio, e comunque entro il mese di marzo successivo, il parroco presenterà al vescovo diocesano il resoconto consuntivo, debitamente firmato dai membri del Consiglio. Il CPAE presenta annualmente al Consiglio pastorale e alla Comunità parrocchiale, il rendiconto delle componenti essenziali delle entrate e delle uscite, verificatesi nel corso dell’esercizio, e la relazione sulla situazione economico-finanziaria della parrocchia, indicando le iniziative opportune per il reperimento delle risorse necessarie alla realizzazione delle finalità pastorali e per il sostentamento del clero parrocchiale.



Per poter definire “il Gruppo Liturgico” dobbiamo riflettere sul significato originale della parola “liturgia”.

Liturgia dal greco λειτουργία, parola composta dalla radice lit (da laós = popolo) e ergon (ergazomai = agire, operare), quindi letteralmente “azione per il popolo” o meglio “sevizio pubblico, liberamente assunto, in favore del popolo”,nell’antica Grecia aveva un’accezione civile, una militare ed una religiosa.

Nella religione cristiana, la liturgia riguarda il culto e i riti ad esso connesso. Per la Chiesa Cattolica, la liturgia è l’esercizio del ministero sacerdotale di Cristo attraverso riti che esprimono e fondano la Chiesa, quindi la liturgia si esprime attraverso la celebrazione. Il Concilio Vaticano II la definisce come: principalmente il culto della Maestà Divina …e il culmine verso cui tende la Chiesa e, allo stesso tempo, la fonte da cui promana tutta la sua energia.

Dopo questo excursus possiamo dire quindi che il gruppo liturgico è un insieme di persone che si assume l’onere di alcuni compiti o funzioni durante le celebrazioni coadiuvando il sacerdote.

Ne fanno parte:


Il  Parroco

Don Francesco

Statuto - Convoazioni - Verbali

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